
Fonti:
http://www.youreporter.it/ http://www.oknotizie.alice.it/ http://www.repubblica.it/ http://www.corrieredellasera.it/
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Triste. Davvero triste.
E’ difficile scrivere un articolo non banale sulle elezioni americane appena terminate, perché è stato detto tutto ed il contrario di tutto, è stato analizzato ogni più piccolo significato e dato un simbolismo ad ogni evento.
Credete di sapere tutto sulla prossima riforma della scuola? Oppure ammettete candidamente di non capire un accidente fra tutti gli scioperi, le manifestazioni, le contromanifestazioni, le minacce, e chi più ne ha più ne metta?
Assistiamo ormai periodicamente nella nostra povera penisola a impietosi episodi di razzismo. I casi di pestaggi o peggio stragi di extracomunitari stanno aumentando e solo nell’ultimo mese la cronaca ha divulgato numerose vergogne, come ad esempio il caso di Emmanuel. Il ventiduenne ghanese è stato fermato per un controllo antidroga da tre persone che arrivandogli alle spalle gli avevano bloccato le mani e lo avevano accerchiato; il giovane non avendo capito cosa stava succedendo è fuggito ma i tre agenti che non si erano identificati in precedenza lo hanno rincorso, preso e pestato. Poi caricatolo in macchina lo hanno portato in cella e durante il viaggio uno dei tre ha continuato a colpirlo infamandolo con frasi razziste come “negro di merda”. Infine per insabbiare la vicenda al padre ed alla stampa il comandante dei vigili ha dichiarato che il ragazzo era probabilmente caduto mentre fuggiva e che non era assolutamente stato insultato né tantomeno picchiato. Questa storia ha suscitato grande scalpore, al pari di quella del trentaseienne cinese malmenato da sette ragazzi tra i 14 e i 17 anni mentre aspettava l’autobus alla fermata. Il malcapitato è rimasto a lungo in stato di shock con il setto nasale rotto, un grave trauma cranico, una profonda ferita sulla nuca e svariati tagli sul viso. Gli aggressori sono stati severamente puniti dai genitori ma non sembravano pentiti né dispiaciuti per il loro crimine. Questa indifferenza dei giovani è la causa principale di azioni come queste, se non addirittura peggiori, e purtroppo il passo successivo al pestaggio è l’omicidio, come nel caso di Abdul William Guibre, il ragazzo di nazionalità italiana proveniente dal Burkina Faso di 19 anni che è stato ucciso con ripetute sprangate alla testa. I due aggressori (Fausto Cristofoli, 51 anni, ed il figlio Daniele, 31) secondo la ricostruzione degli agenti aiutata dai testimoni oculari John K., ventunenne del Ruanda e Samir R., diciannovenne di Reggio Calabria si sarebbero scagliati sul povero Abdul accusandolo di aver rubato dei biscotti nel loro bar e mentre urlavano epiteti razzisti continuavano a colpirlo per poi scappare lasciando il corpo del diciannovenne a terra quasi privo di vita. Il giovane è poi deceduto qualche ora dopo in ospedale tra le lacrime della famiglia e degli amici increduli e sconvolti dall’accaduto. Questo fatto increscioso purtroppo non è unico nel suo genere, un caso analogo si è verificato a Castelvolturno, analogo solo perche il movente dell’omicidio, o meglio in questo caso della strage è sempre il razzismo. Nel casalese questa volta sono morte ben 6 persone innocenti. Uno degli amici dei sei poveri africani, Kwane , colmo di rabbia ha dichiarato: “Come è possibile che avvenga tutto questo, come è possibile che avvenga qui in Europa? L'Africa fa schifo, okay. Veniamo qui per non vivere in quello schifo. Veniamo qui soltanto perché siamo poveri. Non è una colpa. Non lo dovrebbe essere in Europa. Vogliamo soltanto sopravvivere alla miseria e, quando ci riusciamo, aiutare le nostre famiglie. Dicono oggi che i nostri poveri morti erano spacciatori di droga. È una menzogna. Una grande menzogna. Si spezzavano la schiena nei campi e nei cantieri. Chi lavorava nella sartoria lo faceva dalla mattina alla sera, senza alzare la testa dal banco. È un'offesa che brucia sentire e leggere che erano delinquenti. Lo dicono soltanto per mettere tutto a tacere.[…]” poi scoppiato in lacrime ha continuato: “Non è giusto, siamo brava gente. Anche la nostra vita dovrebbe avere un valore. Quando uccisero quella signora a Roma, subito trovarono il rumeno assassino. Accadrà anche per noi, per i nostri amici innocenti? No, che non accadrà. Perché noi siamo negri e la nostra vita non vale quella di un italiano, nemmeno quella di un italiano assassino. Siamo noi - non i bianchi di qui, non gli italiani che accettano di vivere con quella gente armata - siamo noi a chiedere: dov'è lo Stato in questo Paese? Perché non fa il suo mestiere?”
"Io, prigioniero di Gomorra lascio l'Italia per riavere una vita"
Quanto vale oggi una vita in Afghanistan?
Giovedì 18/09/2008 alle ore 15.50 è stata detta la parola fine alla vicenda che ha tenuto banco negli ultimi mesi: la crisi Alitalia.
Ma partiamo dall’inizio: il problema ha avuto origine nel 1994 quando alcuni impianti per il riciclaggio dei rifiuti sono stati dichiarati non a norma, e quindi non sono mai diventati operativi. Da allora la raccolta dei rifiuti si è diradata ed i cittadini hanno iniziato a cercare vie alternative per lo smaltimento. Per ripulire le strade ormai contornate da cumuli di rifiuti hanno iniziato a dare fuoco la spazzatura spesso incentivati dalla criminalità organizzata che traeva un duplice vantaggio: da un lato smaltiva i resti dei traffici illegali e dall’altro si guadagnava il consenso della popolazione che ormai la vedeva come unica speranza di venire a capo al problema. Di li a poco la camorra si è infiltrata nella gestione dei rifiuti, presentandosi alle varie gare d’appalto indette dalla regione per lo smaltimento: garantivano bassi costi senza tener conto della pericolosità dei loro metodi, infatti è in questo periodo che il tasso di mortalità in Campania inizia a crescere insieme al numero di tumori provocati dalla presenza di diossina nell’aria. Dal rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente emerge che con questo metodo le mafie si sono accaparrate 18 miliardi e 400 milioni di euro, che equivalgono ad un quinto delle loro entrate totali. Questi reati hanno portato la Campania insieme alla Calabria in cima alla classifica delle regioni con più reati ambientali (circa il 30% sul totale italiano, nda).
Lo stato di allarme è stato dichiarato l’11 febbraio 1994 mentre per avere la prima vera svolta bisogna aspettare fino al 1998, anno in cui il presidente della regione Campania (Antonio Rastrelli, nda) indice la gara d’appalto. Alla sua conclusione, avvenuta nel 2000 (sotto la presidenza di Antonio Bassolino, nda) l’impresa scelta come più idonea risulta l’Impregilo, che ha presentato tempi e costi inferiori rispetto alle rivali ma un progetto di qualità scadente.
L’Impregilo è una multinazionale leader nel settore di costruzioni e dell’ingegneria italiana. Opera su scala mondiale pur essendo stata più volte denunciata per gravi reati quali corruzione e concussione ed addirittura per sfruttamento del lavoro e per reati ambientali. L’opera italiana più conosciuta affidata all’Impregilo è la ristrutturazione di alcuni tratti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria (che sarebbe dovuta terminare entro Febbraio 2008, nda), oltre al progetto del ponte sullo stretto di Messina, accantonato nel cambio di governo del 2006 ed ora riproposto dall'attuale governo Berlusconi. Il 31 luglio 2007 l’odissea campana è giunta alla conclusione più ovvia: l’iscrizione nel registro degli indagati di Antonio Bassolino, dei vertici Impregilo (Piergiorgio e Paolo Romiti, nda), nonché della società stessa.
A fine 2007 è uscito un documentario Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero dal titolo "Biutiful Cauntri" distribuito in alcune (poche) sale del paese ed ora disponibile in dvd che fotografa una situazione agghiacciante in tutto il territorio campano
Consigliamo a tutti quelli che ne hanno possibilità di guardare questo documentario per provare alemeno a porsi una domanda fondamentale: "Perchè?"
Dalla scheda del film:
"Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche.
Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio.
Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
Ci siamo chiesti come sia possibile che nel 2007, in Italia, si possa vivere così…"
Fonti:
www.wikipedia.org | www.repubblica.it | www.legambiente.eu www.osservatorionazionalerifiuti.it | http://ecoalfabeta.blogosfere.it |www.biutifulcauntri.it
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I crimini del capitalismo italiano nel mondo: L'Impregilo
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Di recente, è tornato alla ribalta il tema dell’energia nucleare, dopo che l’attuale governo ha dichiarato la sua intenzione di seguire questa strada per risolvere il problema dell’approvvigionamento energetico del nostro paese. Molti sono però i pareri contrari: riportiamo di seguito qualche estratto da interviste e articoli che spiegano con chiarezza le perplessità legate a questa soluzione.