E’ diventato l’argomento che più tiene banco in questi giorni nel dibattito politico del nostro paese.Ha superato per importanza tematiche sbandierate in campagna elettorale da tutti gli schieramenti politici, come la sicurezza, il crollo del potere d’acquisto, i rifiuti in Campania, e l’incertezza del lavoro precario.
Ora, dopo settimane di dibattito e di trattative, il testo del disegno di legge in materia di "sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato", meglio conosciuto come “Lodo Alfano” , è stato approvato dal Senato con 171 voti a favore. I contrari sono stati 128, gli astenuti 6, tra cui il senatore a vita Emilio Colombo.
Osserviamo i punti fondamentali di questo disegno di legge:
SOSPENSIONE
Salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.
Questo punto del provvedimento è stato contestato perché non si limita a prevedere una immunità su eventuali processi penali per atti compiuti durante l’esercizio delle funzioni della carica che si ricopre in questa legislatura.
Il provvedimento è infatti esteso anche a fatti commessi prima che Fini, Napolitano, Schifani e Berlusconi ricoprissero gli attuali incarichi istituzionali.
Ciò potrebbe essere considerato come una semplice debolezza della legge se non fosse che proprio in questa legislatura uno dei quattro possibili immunizzati (il Presidente del Consiglio) è attualmente sotto processo per corruzione in atti giudiziari.
Secondo numerosi costituzionalisti tra cui l’ex Presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, questo fatto rende il provvedimento incostituzionale, perché è violato l’articolo 3 della costituzione che dice che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge[…] senza distinzione di condizioni personali e sociali”
Bruno Tinti, autore del libro “Toghe rotte”, evidenzia sul suo blog un incredibile paradosso a cui il testo del ddl si presta:
“Se uno cerca di tradurre il riferimento agli articoli 90 e 96 della Costituzione in parole intelligibili anche a chi non la conosce o non se la ricorda e non ha sottomano il testo, si scopre che questa sospensione non opera per il Presidente della Repubblica che venga imputato di alto tradimento o di attentato alla Costituzione; cosa di cui i cittadini possono rallegrarsi. E non opera per il Presidente del Consiglio che può essere processato per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni.
Se il Presidente del Consiglio dei Ministri promuove una legge che favorisce una sua azienda e la fa approvare dal Consiglio dei Ministri; oppure se, utilizzando il potere che gli dà la sua carica, raccomanda illecitamente ad un ente pubblico controllato dal suo partito e dunque da lui una ballerina; ecco, in questi casi (sempre che il Parlamento dia l’autorizzazione) potrebbe essere processato. Se invece invita una ballerina per un weekend al mare e lì la violenta, beh, in questo caso, non può essere processato perché la violenza non è stata commessa nell’esercizio delle sue funzioni.”
UNA VOLTA SOLA... MA ANCHE DUE
Si legge da provvedimento che la sospensione opera per l’intera durata della carica o della funzione e non è reiterabile, salvo il caso di nuova nomina nel corso della stessa legislatura.
Quindi, in caso di caduta del governo Berlusconi in questa legislatura, l’immunità non cadrebbe assieme al governo ma resterebbe valida in caso di nuovo incarico allo stesso Presidente del Consiglio.
SE VUOI PUOI RINUNCIARE
L’imputato o il suo difensore munito di procura speciale può rinunciare in ogni momento alla sospensione.
In un articolo del 24 Luglio su Repubblica.it il Presidente Berlusconi ha dichiarato:"Ho già detto che non mi sarei avvalso, per processi anteriori al 2000, della norma che è stata chiamata blocca-processi o salva-premier.”
E’ dovere di informazione ricordare che tutti i processi anteriori al 2000 di Silvio Berlusconi sono già giunti a conclusione o caduti in prescrizione.
Il processo più imminente è quello per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese David Mills, il cui dibattito dovrebbe riprendere a settembre. Stando alle sue dichiarazioni, Berlusconi sembra non avere intenzione di rinunciare all’immunità per questo processo posteriore al 2000.
Come giustificano il Lodo Alfano i suoi sostenitori?
Il Ministro di Grazia e Giustizia Alfano ha più volte ripetuto che scopo del provvedimento è tutelare il “sereno svolgimento delle funzioni che fanno capo alle più alte cariche dello Stato”.
L'onorevole Niccolò Ghedini, che ricopre il duplice ruolo di avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare del Pdl, risponde così ad una domanda di un inviato dell’Italia dei Valori durante un’udienza del processo Mills:
Martinelli: Però con il lodo Alfano quattro persone non saranno più uguali davanti alla giustizia e la legge.
Ghedini: Io credo che cosi avremo una situazione delle problematiche tra politica e giustizia assai più distese e un Presidente del Consiglio che quando non sarà più Presidente del Consiglio si farà processare.
Ghedini sostiene che da parte di Silvio Berlusconi “non c’è 'nessuna paura della sentenza del processo Mills, ma solo l'impossibilità di seguire il processo parallelamente alla propria carriera politica.”
Per il legale, e' insomma un “legittimo impedimento permanente” quello del premier Silvio Berlusconi. Perchè alle prese con un processo, il premier ''oggi non potrebbe partecipare al G8 e domani al Cdm''.
Lo stesso Berlusconi afferma a legge passata che "Il presidente del Consiglio,a seguito della persecuzione a cui è stato sottoposto in questi 14 anni, dal 30 giugno al 15 luglio, avrebbe dovuto andare un giorno sì un giorno no in udienza: quindi non avrebbe potuto governare, non avrebbe potuto convocare un Consiglio dei ministri.”
Sorge l’immediata obiezione che se un Presidente del Consiglio si fa eleggere dai propri elettori con dei processi penali in corso non può poi fermare la giustizia perché questi processi vengono dibattuti (e magari giungono a sentenza) durante la legislatura.
Citazione:
La bilancia della giustizia
improvvisa oscura alcuni nella luce del giorno;
altri attende nell'ora che il sole
incontra la tenebra, e li copre l'affanno;
altri avvolge una notte senza fine.
(Eschilo)
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Fonti:
www.camera.it | www.ansa.it | www.repubblica.it | www.italiadeivalori.it | http://chiarelettere.ilcannocchiale.it