
“La Campania è una delle regioni in cui si producono meno rifiuti: 435 kg per abitante nel 2005 rispetto alla media nazionale di 539 kg.”
Questo è quanto è emerso da un rapporto dell’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti. Leggendo questo dato viene spontaneo chiedersi come si sia arrivati a questa catastrofica situazione. Le ragioni sono tante: errori tecnico-amministrativi soprattutto di interesse politico, gestioni affidate a esponenti della malavita organizzata, e appalti per lo smaltimento vinti da società che non avevano e non hanno tuttora i mezzi per combattere la crisi.
Ma partiamo dall’inizio: il problema ha avuto origine nel 1994 quando alcuni impianti per il riciclaggio dei rifiuti sono stati dichiarati non a norma, e quindi non sono mai diventati operativi. Da allora la raccolta dei rifiuti si è diradata ed i cittadini hanno iniziato a cercare vie alternative per lo smaltimento. Per ripulire le strade ormai contornate da cumuli di rifiuti hanno iniziato a dare fuoco la spazzatura spesso incentivati dalla criminalità organizzata che traeva un duplice vantaggio: da un lato smaltiva i resti dei traffici illegali e dall’altro si guadagnava il consenso della popolazione che ormai la vedeva come unica speranza di venire a capo al problema. Di li a poco la camorra si è infiltrata nella gestione dei rifiuti, presentandosi alle varie gare d’appalto indette dalla regione per lo smaltimento: garantivano bassi costi senza tener conto della pericolosità dei loro metodi, infatti è in questo periodo che il tasso di mortalità in Campania inizia a crescere insieme al numero di tumori provocati dalla presenza di diossina nell’aria. Dal rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente emerge che con questo metodo le mafie si sono accaparrate 18 miliardi e 400 milioni di euro, che equivalgono ad un quinto delle loro entrate totali. Questi reati hanno portato la Campania insieme alla Calabria in cima alla classifica delle regioni con più reati ambientali (circa il 30% sul totale italiano, nda).
Lo stato di allarme è stato dichiarato l’11 febbraio 1994 mentre per avere la prima vera svolta bisogna aspettare fino al 1998, anno in cui il presidente della regione Campania (Antonio Rastrelli, nda) indice la gara d’appalto. Alla sua conclusione, avvenuta nel 2000 (sotto la presidenza di Antonio Bassolino, nda) l’impresa scelta come più idonea risulta l’Impregilo, che ha presentato tempi e costi inferiori rispetto alle rivali ma un progetto di qualità scadente.
L’Impregilo è una multinazionale leader nel settore di costruzioni e dell’ingegneria italiana. Opera su scala mondiale pur essendo stata più volte denunciata per gravi reati quali corruzione e concussione ed addirittura per sfruttamento del lavoro e per reati ambientali. L’opera italiana più conosciuta affidata all’Impregilo è la ristrutturazione di alcuni tratti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria (che sarebbe dovuta terminare entro Febbraio 2008, nda), oltre al progetto del ponte sullo stretto di Messina, accantonato nel cambio di governo del 2006 ed ora riproposto dall'attuale governo Berlusconi. Il 31 luglio 2007 l’odissea campana è giunta alla conclusione più ovvia: l’iscrizione nel registro degli indagati di Antonio Bassolino, dei vertici Impregilo (Piergiorgio e Paolo Romiti, nda), nonché della società stessa.
A fine 2007 è uscito un documentario Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero dal titolo "Biutiful Cauntri" distribuito in alcune (poche) sale del paese ed ora disponibile in dvd che fotografa una situazione agghiacciante in tutto il territorio campano
Consigliamo a tutti quelli che ne hanno possibilità di guardare questo documentario per provare alemeno a porsi una domanda fondamentale: "Perchè?"
Dalla scheda del film:
"Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche.
Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio.
Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
Ci siamo chiesti come sia possibile che nel 2007, in Italia, si possa vivere così…"
Fonti:
www.wikipedia.org | www.repubblica.it | www.legambiente.eu www.osservatorionazionalerifiuti.it | http://ecoalfabeta.blogosfere.it |www.biutifulcauntri.it
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