Assistiamo ormai periodicamente nella nostra povera penisola a impietosi episodi di razzismo. I casi di pestaggi o peggio stragi di extracomunitari stanno aumentando e solo nell’ultimo mese la cronaca ha divulgato numerose vergogne, come ad esempio il caso di Emmanuel. Il ventiduenne ghanese è stato fermato per un controllo antidroga da tre persone che arrivandogli alle spalle gli avevano bloccato le mani e lo avevano accerchiato; il giovane non avendo capito cosa stava succedendo è fuggito ma i tre agenti che non si erano identificati in precedenza lo hanno rincorso, preso e pestato. Poi caricatolo in macchina lo hanno portato in cella e durante il viaggio uno dei tre ha continuato a colpirlo infamandolo con frasi razziste come “negro di merda”. Infine per insabbiare la vicenda al padre ed alla stampa il comandante dei vigili ha dichiarato che il ragazzo era probabilmente caduto mentre fuggiva e che non era assolutamente stato insultato né tantomeno picchiato. Questa storia ha suscitato grande scalpore, al pari di quella del trentaseienne cinese malmenato da sette ragazzi tra i 14 e i 17 anni mentre aspettava l’autobus alla fermata. Il malcapitato è rimasto a lungo in stato di shock con il setto nasale rotto, un grave trauma cranico, una profonda ferita sulla nuca e svariati tagli sul viso. Gli aggressori sono stati severamente puniti dai genitori ma non sembravano pentiti né dispiaciuti per il loro crimine. Questa indifferenza dei giovani è la causa principale di azioni come queste, se non addirittura peggiori, e purtroppo il passo successivo al pestaggio è l’omicidio, come nel caso di Abdul William Guibre, il ragazzo di nazionalità italiana proveniente dal Burkina Faso di 19 anni che è stato ucciso con ripetute sprangate alla testa. I due aggressori (Fausto Cristofoli, 51 anni, ed il figlio Daniele, 31) secondo la ricostruzione degli agenti aiutata dai testimoni oculari John K., ventunenne del Ruanda e Samir R., diciannovenne di Reggio Calabria si sarebbero scagliati sul povero Abdul accusandolo di aver rubato dei biscotti nel loro bar e mentre urlavano epiteti razzisti continuavano a colpirlo per poi scappare lasciando il corpo del diciannovenne a terra quasi privo di vita. Il giovane è poi deceduto qualche ora dopo in ospedale tra le lacrime della famiglia e degli amici increduli e sconvolti dall’accaduto. Questo fatto increscioso purtroppo non è unico nel suo genere, un caso analogo si è verificato a Castelvolturno, analogo solo perche il movente dell’omicidio, o meglio in questo caso della strage è sempre il razzismo. Nel casalese questa volta sono morte ben 6 persone innocenti. Uno degli amici dei sei poveri africani, Kwane , colmo di rabbia ha dichiarato: “Come è possibile che avvenga tutto questo, come è possibile che avvenga qui in Europa? L'Africa fa schifo, okay. Veniamo qui per non vivere in quello schifo. Veniamo qui soltanto perché siamo poveri. Non è una colpa. Non lo dovrebbe essere in Europa. Vogliamo soltanto sopravvivere alla miseria e, quando ci riusciamo, aiutare le nostre famiglie. Dicono oggi che i nostri poveri morti erano spacciatori di droga. È una menzogna. Una grande menzogna. Si spezzavano la schiena nei campi e nei cantieri. Chi lavorava nella sartoria lo faceva dalla mattina alla sera, senza alzare la testa dal banco. È un'offesa che brucia sentire e leggere che erano delinquenti. Lo dicono soltanto per mettere tutto a tacere.[…]” poi scoppiato in lacrime ha continuato: “Non è giusto, siamo brava gente. Anche la nostra vita dovrebbe avere un valore. Quando uccisero quella signora a Roma, subito trovarono il rumeno assassino. Accadrà anche per noi, per i nostri amici innocenti? No, che non accadrà. Perché noi siamo negri e la nostra vita non vale quella di un italiano, nemmeno quella di un italiano assassino. Siamo noi - non i bianchi di qui, non gli italiani che accettano di vivere con quella gente armata - siamo noi a chiedere: dov'è lo Stato in questo Paese? Perché non fa il suo mestiere?”Non voglio darvi spunti…rispondete voi alla sua domanda.
Fonti:
www.ilbastiancontrario.it | www.zic.it | www.repubblica.it
2 commenti:
questa volta lo stato c'è...in questo caso non possiamo proprio dire che il governo non abbia fatto niente: infatti il Razzismo è stato uno dei punti più forti della sua campagna elettorale.
Esempi: Reato di clandestinità, impronte dei Rom.
Spero che almeno noi continueremo a scandalizzarci davanti a queste cose e a condannarle senza indugio; perchè il razzismo penetra e si mischia tra l'indifferenza e la paura molto velocemente.
Il problema è che lo stato c'è per dare il cattivo esempio...
..dal falso reato di clandestinità che in realtà di INGRESSO clandestino all'idea di raccogliere le impronte dei bambini rom, tutto ispira al razzismo...
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